L’avevo accennato qualche guida fà che in una guida avremmo visto come si installano i software su Linux, e il concetto di repository, quindi buona lettura!
Su Linux Ubuntu, abbiamo diverse fonti dalle quali installare del software:
> Dai pacchetti .deb
> Dai tarball (.tar.gz | .tar.bz2)
> Installer automatici
> Dai Repository
Vediamo subito in quali casi troviamo le 3 diverse fonti di installazione:
PACCHETTI .DEB
I Pacchetti .deb sono quei pacchetti già pronti da installare che troviamo nei siti di chi fà un software, sono creati appositamente per Linux Ubuntu e Linux Debian e tra i pacchetti sono quelli più semplici e pratici da installare…
Una volta scaricato il pacchetto e verificato che esso sia .deb….

Basta farci doppio click sopra per far aprire dopo qualche istante il “Gesotre dei pacchetti”

Possiamo notare come nella finestra sia presente il nome del pacchetto, la descrizione e che nello stato ci sia “Richiede l’installazione di 8 pacchetti” infatti, il programma analizza le dipendenze richieste dal pacchetto e controlla quali pachetti sia necessario installare per farlo funzionare correttamente. Adesso dobbiamo solamente cliccare sul tasto “Installa pacchetto”

Ve la ricordate questa schermata? Nel primo capitolo della guida avevo accennato alla schermata che richiede l’autorizzazione dell’amministratore, e avevo anche detto che sarebbe comparsa spesso specialmente in operazioni che vanno a toccare il sistema. Quindi inseriamo la password che usiamo per accedere a Linux e premiamo INVIO per continuare l’installazione.

Dopo alcuni istanti, necessari allo scaricamento dei pacchetti aggiuntivi e alla loro installazione, vedremo il pacchetto installarsi, e poi la relativa conferma!

Arriviamo cosi al termine dell’installazione, che una volta completata ci renderà disponibile nel meù delle applicazioni il programma installato, pronto all’uso!

Non è stato difficile, vero?
PACCHETTI AUTO INSTALLANTI
Adesso passiamo all’installazione dello stesso programma, ma dal pacchetto autoinstallante, che differentemente dal precedente può essere installato su qualsiasi versione di Linux senza problemi, infatti, lo troviamo nel caso in cui il pacchetto non sia disponibile nella versione adatta al nostro Linux.

I procedimenti che riporterò ora sono uguali in ogni tipo di pacchetto autoinstallante, che sia un file .package o un file .run, insomma per tutti quei pacchetti che vengono segnalati con l’autoinstaller.

Una volta scaricato il pacchetto, è necessario renderlo eseguibile, quindi facciamo tasto destro sul file, e clicchiamo su Proprietà.

Andiamo nella scheda Permessi per editare quelli che abbiamo sul file, e spuntiamo Consentire l’esecuzione del file come programma. Infine premiamo il tasto Chiudi per applicare le modifiche. Adesso per installare il pacchetto è necessario fare doppio click su di esso per farlo avviare. Però, arrivati a questo punto dobbiamo distinguere un tipo diverso di pacchetto autoinstallante, infatti, una volta installato per la prima volta un pacchetto .package verrà installato un programma che si chiama AutoPackage che eviterà di eseguire la prossima operazione. Quindi, in tutti i pacchetti autoinstallanti e per il primo .package installato, una volta eseguito doppio click, comparirà questo messaggio a schermo che ci chiede che cosa vogliamo fare con il nostro file:

Noterete come Ubuntu riconosca che si sta aprendo un file di testo eseguibile, infatti il passaggio di prima era fondamentale per arrivare a questo punto…
Adesso l’unica cosa necessaria, è quella di fare click su Esegui per far partire l’installazione, dopo sarà solo necessario seguire le istruzioni che compariranno a schermo,e inserire la password dell’amministratore quando richiesto. I programmi installati con AutoPackage si possono rimuovere andando negli Strumenti di sistema nel menù applicazioni, dove troveremo Manage 3rd parts software. Questo metodo risulta anche abbastanza pratico al fine di installare software, ma adesso parliamo del metodo adottato da Linux in parecchie versioni, ovvero, l’installazione dei programmi dai Repository. Ma che sono i Repository?
Installazione dai repository: introduzione
I repository, sono dei cataloghi presenti su internet con la lista di tutti i pacchetti disponibili, questo è stato fatto per la comodità dell’utente che sennò si sarebbe dovuto perdere per ore nella ricerca dei programmi, e anche perchè cosi facendo, quando dobbiamo installare un programma possiamo soddisfare le sue dipendenze, ovvero i pacchetti necessari per farlo funzionare.
Linux mantiene un catalogo dove vengono memorizzati i contenuti dei repository, così facendo questa operazione risulta piuttosto rapida. Per quelli che vogliono saperne di più, aggiungo anche la suddivisione dei repository, adesso vi descrivo brevemente le categorie e i tpi di pacchetti disponibili all’interno di questi:
Repository “Main”: contiene i pacchetti completamente liberi, e contiene i software opensource più popolari, molte delle quali vengono installate con la versione base di Ubuntu. Tali software sono supportati pienamente dal team Ubuntu
Repository “Restricted”: contiene i pacchetti non pienamente liberi, per cui il team Ubuntu non può fornire assistenza se non segnalare eventuali problemi al creatore del software.
Repository “Universe”: contiene quasi tutti i software opensource esistenti, solo che non viene fornito alcun supporto da parte del team Ubuntu. Buona da parte di questi software può ricevere la promozione ai repository “Main”
Repository “Multiverse”: contiene i software non liberi.
Vedete che nei primi 2 gruppi si parla di supporto completo e limitato, infatti in caso segnalaste problemi con software, il team Ubuntu nel caso dei software del repository Main può internvenire tempestivamente, mentre in quello Restricted, il team Ubuntu può limitarsi solo a segnalare il problema all’autore del programma.
Per quanto riguarda il terzo gruppo, ho scritto che buona parte di questi software riceve la promozione e passare nel gruppo Main, questo avviene quando l’autore del programma decide di adattare il programma alle specifiche di Ubuntu, in modo da garantire anche agli utenti dei software qualitativamente migliori.
Nella categoria invece Multiverse, sono presenti tutti quei software definiti non liberi, perchè i termini di licenza del programma non rispecchiano i criteri del gruppo Main. Fatta questa breve spiegazione su cosa sono i repository, passiamo alla pratica. Per installare un programma dai repository possiamo usare più di un metodo. Possiamo usare il tasto Aggiungi/Rimuovi del menù Applicazioni
INSTALLAZIONE DAI REPOSITORY: AGGIUNGI/RIMUOVI

Si aprirà il gestore delle applicazioni, dove possiamo notare come sia suddiviso il programma. Troviamo il campo di ricerca, il selettore tipo di Repository accanto, e sotto, a sinistra le categorie dei software, a destra i software della categoria, e poco sotto una breve descrizione del programma che abbiamo selezionato.

Possiamo cercare un programma con il nome, oppure, con quello che ci serve.. per esempio, nel nostro caso possiamo inserire il nome, ovvero amsn, oppure,

avere lo stesso risultato inserendo msn client. Oppure possiamo installare un programma cercandolo nelle categorie, e una volta trovato ciò che ci interessa sarà necessario solamente necessario mettergli la spunta, e se vogliamo cercare altri programmi, e selezionarli in modo da installarli contemporaneamente…

Adesso per confermare l’installazione, è necessario premere OK, e allora il programma ci informerà delle modifiche che verranno effettuate ai software.

Premiamo Applica per iniziare l’installazione, ma prima inseriamo la solita pass!

Una volta confermato bisognerà solo attendere che il software venga installato…

Il software lo troveremo sempre nel menù Applicazioni come nei casi sopra…
E per rimuovere il software? Bè l’operazione è altrettanto semplice, infatti, se per installare basta mettere la spunta… per disinstallare, basta levare la spunta!
Installazione dai Repository: gestore pacchetti synaptic
Lo stesso procedimento vale per il gestore Synaptic, più dettagliato rispetto al semplice al semplice Aggiungi/Rimuovi ma ugualmente facile da usare.

Lo troviamo in Sistema > Amministrazione > Gestore pacchetti Synpatic
All’apertura, ci comparirà la solita schermata di richiesta password, e una volta inserita, vedremo il gestore di pacchetti organizzato similmente al precedente.

A Sinistra le categorie dei software, a destra, la lista dei programmi della categoria, sotto la descrizione del software selezionato, e sopra i tasti Ricarica che aggiorna la lista dei programmi, Marca tutti gli aggiornamenti che seleziona tutti i programmi di cui è disponibile un aggiornamento, Applica che conferma le modifiche fatte ai pacchetti, Cerca che apre la finestrella di ricerca. Il funzionamento è analogo a quello precedente, ma con alcune funzioni in più.
Quando andiamo a selezionare un software da installare, abbiamo più opzioni, infatti una volta cliccata la selezione, ci comparirà un menu con le azioni possibili

Marca per l’installazione lo mette in coda per essere installato
Marca per la reinstallazione reinstalla il programma (era ovvio, no?)
Marca per l’aggiornamento se la versione che abbiamo noi non è recente
Marca per la rimozione e Marca per la rimozione completa mette in coda per la rimozione o la rimozione completa comprendente anche i file di configurazione.
Con alcuni programmi potrà capitare che venga richiesto di confermare l’installazione di altri pacchetti necessari al funzionamento del nostro software.
Marchiamo le ulteriori modifiche e passiamo avanti con i software che vogliamo installare e, una volta scelti, premiamo su Applica e comparirà una schermata con il riepilogo delle azioni che verranno eseguite.

Premiamo Applica e attendiamo che i pacchetti vengaino scaricati e installati.
Installazione dai Repository: Terminale e Apt-get
I “veterani” di linux, preferiscono questo sistema, però eseguito in maniera differente, overro da terminale. Tramite terminale dobbiamo sapere il nome preciso del programma, cioè amsn nel nostro esempio.. Quindi, apriamo il terminale che troveremo in Applicazioni > Accessori > Terminale

Il terminale a chi è pratico di Windows, potrà assomigliare molto a MS-DOS

Questo metodo è il più rapido per installare software dai repository, quindi compariamo i comandi da terminale con quelli del Gestore pacchetti Synaptic.
Su Synaptic cerchiamo amsn, e lo Marchiamo per l’installazione
Sul Terminale basta digitare sudo apt-get install amsn e inserire la password quando richiesto, e non preoccupatevi se digitando la password non si vede nulla!

Il comando sudo viene usato nel Terminale per far eseguire un azione con i diritti di amministratore, ma altri comandi del terminale li analizzeremo in futuro.
Una volta inserita la password, verà fatto il riepilogo dei pacchetti che verrano installati, e lo spazio necessario su disco per le operazioni richieste, e il programma chiederà se si vuole continuare, noi digitiamo s e premiamo INVIO.
Su Synaptic se vogliamo rimuovere amsn lo Marchiamo per la rimozione
Su Terminale basta digitare sudo apt-get remove amsn ed eventualmente inserire la password e poi confermare la rimozione… abbastanza facile, no?
Su Synaptic se vogliamo aggiornare amsn, lo Marchiamo per l’aggiornamento
Su Terminale invece digitiamo sudo apt-get upgrade amsn inseriamo l’eventuale password e confermiamo le modifiche, insomma conoscendo l’inglese ai comandi ci si può arrivare un pò per logica… Su Synaptic abbiamo il comando Ricarica mentre su Terminale abbiamo |sudo apt-get update| e inseriamo eventualmente la password se richiesta. Mentre uncomando che su Synaptic non c’è:
sudo apt-get autoclean per eliminare i file temporanei di installazione e,
sudo apt-get check che corrisponde al comando che su Synapic si trova in Modifica > Ripara i pacchetti difettosi, che appunto ripara i pacchetti danneggiati. Insomma, da terminale possiamo avere un controllo e una gestione completa di tutti i pacchetti installati e non. Adesso invece andiamo ad analizzare il metodo più complesso, da usare solo nel caso in cui il software da noi richiesto non venga distribuito nei modi precedentemetne analizzati, ma solo tramite codice sorgente.
Installazione dai TarBall
Procediamo scaricando il file .tar.gz o .tar.bz2 contente il codice sorgente, quindi estraiamo il contenuto dei TarBall facendo Click col tasto destro sull’archivio, e cliccando su Estrai qui e andiamo ad aprire il Terminale. A terminale aperto, digitiamo il comando cd necessario per entrare nella cartella seguito da uno spazio, e poi trasciniamo la cartella appena creata dall’estrazione dei file sulla riga dove stiamo scrivendo, e premere una volta il tasto Backspace. Premiamo INVIO, e sul terminale dovremmo avere una cosa simile:

Adesso, è necessario installare un pacchetto necessario alla compilazione dei codici sorgenti, che troviamo in questi pacchetti, quindi dove siamo digitiamo:
sudo apt-get install build-essentials richiesto solo la prima volta in cui si necessita compilare i sorgenti, premiamo INVIO, inseriamo l’eventuale password, e attendiamo che tutto venga installato. Adesso sempre da terminale dobbiamo digitare questo comando ./configure && make && make debQuesto comando compilerà il programma verificando che tutti i requisiti siano soddisfatti, e alla fine creerà un pacchetto .deb, che installaremo come detto sopra.
Alcune volte i programmi nei tarball possono anche differire leggermente nelle procedure richieste, ma questa procedura è usata per la maggiorparte dei tarball.
NOTA: Questo è un metodo estremo, da usare solo nel caso in cui manchino i pacchetti specifici per la nostra versione di Linux. Infatti per eseguire correttamente questa fase, dobbiamo controllare manualmente che tutte le dipendenze vengano soddisfatte, a differenza degli altri pacchetti che risolvono i requisiti automaticamente, informando l’utente di eventuali modifiche.
DA .RPM A .DEB
Esiste anche un tipo di pacchetti chiamato RPM, utilizzato in altre versioni di Linux, il funzionamento è lo stesso dei pacchetti .DEB. Quindi se un software esiste in RPM e il DEB non c’è… perchè non convertirlo? Il procedimento non è molto complicato, ma richiede sempre l’uso del Terminale, quindi apriamolo, e prima di tutto installiamo il programma Alien che eseguirà la conversione con:
sudo apt-get install alienE una volta installato Alien possiamo procedere alla conversione del pacchetto con il seguente comando:
sudo alien pacchetto.rpmAspettiamo qualche istante e nella stessa cartella contente il pacchetto RPM troveremo la copia esatta in DEB. Attenzione però! Alcune volte la conversione potrebbe non avvenire correttamente, e potrebbero verificarsi errori nell’installazione.
Conclusioni (Anche qui!)
Abbiamo visto tutti i metodi possibili per installare applicazioni su Linux…
Io consiglio senza dubbio l’uso dei repository, da dove usarli… bè, stà a voi!
Spero di aver reso chiare le idee… e quindi, ci si vede nel prossimo capitolo!
Tag: Linux
Si, grossomodo è così, anche se poi per i tarball ci sarebbe un manuale da scrivere.
Comunque è bene ricordare che chi non sa bene cosa sta facendo è meglio che installi sempre da terminale usando apt-get, synaptic, l’applicazione aggiungi-rimuovo o al massimo da pacchetto deb.
Per chi sà invece può fare come gli pare.
Infatti secondo me è il metodo migliore
viva sinaptyic e i pacchetti!!!
se uno ci pensa è molto + semplice di come si installa in winzozz, è solo che li ci siamo (sono?) abituati/o
infatti